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LA STORIA DI VITTORIO

Ottobre 1931.
Vittorio ha sette anni. Guarda rapito l’immensa stazione della città in cui si è appena trasferito con la sua famiglia. Il suo fratellone, Angelo, gli stringe forte la mano. Hanno una vita felice: li aspetta una villetta in campagna che si sono potuti permettere grazie all’avanzamento di carriera di papà Umberto, che insegna all’Università. In treno, però, mamma e papà hanno discusso in maniera molto accesa, perché il Regime vuole obbligare tutti i professori a giurare fedeltà al fascismo. Papà dice che un suo collega questa cosa proprio non la vuole fare. Mamma Clara sembrava davvero spaventata: ha paura che il marito Umberto possa fare come il suo collega, e rifiutarsi.

“Ma cosa vuoi che sia, un giuramento! Mica è pericoloso, giurare!”, pensa Vittorio. C’è da prendere una decisione, e in fretta. Se papà Umberto si rifiutasse di dichiarare la propria fedeltà al fascismo la loro nuova vita potrebbe prendere una brutta piega: addio villetta in campagna e giochi spensierati all’aria aperta... Quanto lo renderebbe orgoglioso, però, un papà così!

Cosa decide di fare papà Umberto?

Scelta 1:

Giurare è la cosa giusta da fare.

Scelta 2:

Giurare non è un problema. Poi si può fare quello che si vuole, anche criticare il regime.

Scelta 2
Scelta 3:

Non giurare, anche se saranno pochissimi a fare questa scelta.

Scelta 3

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