LA STORIA DI VITTORIO

Settembre 1943 - ottobre 1944
Quando Mussolini, dopo che i nazisti hanno invaso buona parte della penisola, ha ridato vita al fascismo con la Repubblica Sociale Italiana, Vittorio non ha avuto dubbi.
Vestito di nero, ora, scorrazza per la città sentendosi padrone di ogni strada. Non è cretino: lo sa che la popolazione li critica, ma pensa che non siano tutti nient’altro che pecore, buoni solo a seguire chi ha la forza di comandare, buoni solo a obbedire. Lui nel fascismo ci crede, e se il suo comandante ordina, Vittorio esegue.
Arresti, fucilazioni, rappresaglie: non è forse questo, la guerra? Non sarà combat- tuta dai cieli, ma innalzerà al cielo l’Italia.
Non ha più alcun interesse nelle cose del mondo, gli capita spesso di andare a caccia di persone che nella vita di prima, quando era uno stupido ragazzo ingenuo, conosceva. Come quando è andato ad arrestare Davide, il suo ex com- paginano di scuola, con sua moglie e il figlio di un anno. Non lo ha degnato di uno sguardo, quell’ebreo.
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