LA STORIA DI VITTORIO

Dicembre 1942 - luglio 1943.
Andare al Collegio Aeronautico era stata la sua occupazione principale, certo, ma in realtà Vittorio negli ultimi mesi viveva in un altro mondo. E’ un mondo fatto di cenni d’intesa, di volantini nascosti sotto il cappotto, di qualche frase sussur- rata, di cospirazioni: è iniziato tutto l’anno scorso, entrando in contatto con il ra- gazzo dei volantini. E’ un ambiente pericolosissimo, che ti può portare a marcire in galera, o addirittura a essere assassinato, e Vittorio questo lo sa. Mese dopo mese è diventato lui stesso un riferimento, una certezza, parte di un movimento di una vasta minoranza che però vuole immaginare un paese migliore, libero dalla violenza, dalla retorica e dalle menzogne del fascismo.
Quando qualche giorno ha avvicinato un ragazzo della sua età per chiedergli di collaborare con la rete antifascista della città, Vittorio lo ha visto genuinamente onorato, ma spaventato, e ha ripensato a se stesso, alla strada fatta e a quella da fare.
Ed ecco che, infine, il regime è crollato, e lui e gli altri antifascisti si sono fatti vedere, hanno provato a organizzare la popolazione, a insegnarle il buon uso della libertà. Vittorio lo sa: non è ancora finita. Ci sarà da resistere, ci sarà da costruire.
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