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LA STORIA DI VITTORIO

Quando il gruppo si avvicina, all’uscita da scuola, Vittorio si unisce al coro: “Ebreo schifoso!” urlano insieme.
Iniziano gli spintoni, alcuni passanti si girano dall’altra parte, qualcuno invece li incita. Parte il primo pugno, dritto in faccia all’ebreo. Vittorio esita un attimo, poi prende parte al pestaggio con un paio di calci dati senza troppa convinzione, e se ne va cantando, abbracciato agli altri ragazzi che avranno tre o quattro anni più di lui e gli offrono una gran bevuta in osteria. Vittorio è felice, ormai si sente di appartenere, finalmente, a un gruppo.
Gli raccontano, poi, che l’ebreo è finito all’ospedale e rischia di perdere la vista. Meglio così: un problema in meno in città.

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