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LA STORIA DI PIERA

Settembre 1943 - ottobre 1944
Quando è stato annunciato l’armistizio del governo Badoglio con gli Alleati, e l’Italia è stata occupata tempestivamente dai tedeschi, Piera era in fabbrica. Per combattere contro i nazisti e i fascisti della Repubblica sociale italiana, un nuovo governo fascista che affianca i tedeschi guidato ancora da Mussolini, bisognava innanzitutto cercare le armi.
Presto si è creata una cellula di “sovversivi”, in cui oltre a Piera ci sono due sue colleghe di lavoro e undici ragazzi tra i venti e i venticinque anni: il nome della banda l’ha proposto lei: Gruppo d’azione patriottica “Volo Libero”.
Dopo un paio di mesi di febbrile azione clandestina, però, per via della certezza che ci fosse una spia in fabbrica si sono trasferiti tra le colline a ridosso della città: fanno base in un granaio che pare abbandonato, la popolazione li sostiene, loro con la tattica “mordi e fuggi” non lasciano respirare i nazisti né i loro alleati fascisti.
Anche se sono sempre braccati e dormono con un occhio aperto, Piera e i suoi compagni non si sono mai sentiti così vivi: la sera parlano con due vecchi antifascisti che si sono uniti a loro e che, intorno al fuoco, provano a raccontare che cosa è la libertà. A lei, quando ha un attimo di tempo per pensarci, sembra di volare.

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