LA STORIA DI VITTORIO
Vittorio guarda suo papà uscire di casa con l’aria mesta, di un cane bastonato. Papà Umberto sa che non sarà facile, anche se è “solo” un giuramento, dichiarare pubblicamente la propria fedeltà a un regime che incarcera e uccide gli oppositori politici, che ha sciolto le associazioni, i sindacati, che non fa altro che parlare di guerra. Ma, per il bene della famiglia, metterà da parte l’orgoglio e farà quello che gli chiedono di fare. E poi, anche dalla cattedra, un modo per criticare il regime lo troverà.
Circola subito una voce: sono stati solo dodici i professori a rifiutare di piegarsi al volere del regime. Oltre 1.200, invece, hanno giurato fedeltà al fascismo come papà Umberto: chi ha voglia di rovinarsi la carriera per una questione di principio?
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