LA STORIA DI VITTORIO
Il gruppo si avvicina, già immaginando di trovare Davide e Vittorio insieme. “Ebreo schifoso! Sovversivo!”, li apostrofano da lontano.
Iniziano gli spintoni, i pochi passanti si girano dall’altra parte, qualcuno addirittura incita gli aggressori. Parte il primo pugno, dritto in faccia a Davide. Vittorio non fa in tempo a intervenire che gli arriva un pugno sull’orecchio: è spaventato, non si aspettava tanta violenza. Il gruppo di ragazzi lo accerchia, lui è spalle al muro.
Si tiene la testa tra le mani e aspetta la gragnuola di colpi.
“Ma piantatela, imbecilli!”, urla una ragazza di qualche anno più grande di lui. “Sono solo due ragazzi, lasciateli in pace!”.
L’intervento di quella ragazza pare un detonatore: altri passanti iniziano a bofonchiare e a guardare storto il gruppo di giovani. Questi, vedendo l’aria che tira, danno ancora due sberle a Davide e Vittorio e si allontanano canticchiando un motivetto fascista. Vittorio guarda la ragazza con gli occhi colmi di gratitudine, aiuta Davide a rialzarsi e se ne va a testa alta.
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